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Gazzetta Ufficiale – Nuove disposizioni per riutilizzo del fresato d’asfalto

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Riciclaggio asfalto

Nella giornata del 18 Giugno 2018, come si evince sulla Gazzetta Ufficiale n. 139 della medesima giornata, la legislatura si espone con maggiore attenzione sul problema del riciclaggio e riutilizzo del conglomerato bituminoso derivato dalla fresatura a freddo degli strati di pavimentazione stradale. Più nello specifico si evidenziano nuove regole che stabiliscono, in riferimento all’art 184 ter-ter, comma 2 del decreto legislativo del 3 Aprile 2006, n. 152, quando il fresato d’asfalto possa considerarsi riutilizzabile.

Il “Regolamento recante disciplina della cessazione della qualifica di rifiuto di conglomerato bituminoso..” come esposto sulla Gazzetta ufficiale, si propone di dar fine al lungo dibattito circa la classificazione del fresato d’asfalto in qualità di sottoprodotto o residuo di produzione e se questo possa essere reintrodotto all’interno del ciclo produttivo, con le dovute precauzioni e analisi.

L’Art 1.1 del decreto, disponibile per una lettura più approfondita sulla Gazzetta ufficiale, recita quanto segue :

"1. Il  presente  regolamento  stabilisce  i  criteri  specifici  in
presenza  dei  quali  il  conglomerato  bituminoso  cessa  di  essere
qualificato come rifiuto ai sensi e  per  gli  effetti  dell'articolo
184-ter del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152."

Per la prima volta è, dunque, possibile prendere nota circa la posizione assunta dalla legislatura in materia, essendo riconosciuta la valenza economica-commerciale, nel rispetto dei requisiti tecnici, del conglomerato bituminoso:

"Considerato che in Italia esiste un mercato  per  il  granulato  di
conglomerato bituminoso in ragione del fatto che  lo  stesso  risulta
comunemente  oggetto  di  transazioni  commerciali  e   possiede   un
effettivo valore economico di scambio, che sussistono scopi specifici
per i quali la sostanza e' utilizzabile, nel rispetto  dei  requisiti
tecnici di cui al presente regolamento, che la medesima  rispetta  la
normativa e gli standard esistenti applicabili ai prodotti e  che  il
suo utilizzo non porta a impatti complessivi negativi sull'ambiente o
sulla salute umana;"

Tale decreto disciplina le regole che devono applicarsi al conglomerato bituminoso identificato con il codice EER 17.03.02, la cui provenienza può variare da fresatura a freddo, demolizione della pavimentazione oppure da granulato di conglomerato bituminoso, il quale cessa di esistere in qualità di rifiuto una volta recuperato. 

L’art 3 del presente decreto precisa come la cessazione della qualifica di rifiuto del conglomerato bituminoso, si raggiunga nel caso in qui quest’ultimo rispettasse i seguenti criteri:

    a) e' utilizzabile per gli scopi specifici di cui alla  parte  a)
dell'Allegato 1; 
    b) risponde agli standard previsti dalle  norme  UNI  EN  13108-8
(serie da 1-7) o UNI EN  13242  in  funzione  dello  scopo  specifico
previsto; 
    c)  risulta  conforme  alle  specifiche  di  cui  alla  parte  b)
dell'Allegato 1.

Il Rispetto dei sopracitati criteri deve essere attestato dal produttore tramite dichiarazione di conformità, redatta al termine del processo produttivo di ciascun lotto secondo il modulo presente nell’Allegato 2, e inviato all’autorità competente e all’agenzia di protezione ambientale territorialmente competente. Tale dichiarazione deve essere conservata dal produttore presso l’impianto di produzione, o presso la propria sede legale, e deve essere messa a disposizione delle autorità di controllo. E’ altresì  disposto che il produttore debba conservare per cinque anni presso l’impianto di produzione, o presso la propria sede legale, un campione di granulato di conglomerato bituminoso prelevato, al termine del processo produttivo di ciascun lotto, in conformità alla norma UNI 10802:2013 ai fini della verifica di sussistenza dei requisiti di cui all’art 3. Si precisa inoltre le modalità di conservazione del campione stesso, che devono essere tali da garantire la non alterazione delle caratteristiche chimico-fisiche del granulato di conglomerato bituminoso prelevato per consentire l’effettuazione di ripetute analisi.

Per garantire l’adeguamento ai criteri suesposti, il produttore deve presentare all’autorità competente, entro 120gg dall’entrata in vigore del presente regolamento (entrato in vigore il 28 marzo 2018 – termine di decorrenza 3 luglio 2018), un aggiornamento della comunicazione effettuata ai sensi dell’articolo 216 o un’istanza di aggiornamento dell’autorizzazione ai sensi del d.lgs. n. 152/2006. Nelle more dell’adeguamento, si precisa, il granulato di conglomerato bituminoso prodotto può essere utilizzato se presenta caratteristiche che soddisfano i criteri citati all’art 3, del presente regolamento, e che quest’ultime vengano attestate mediante dichiarazione di conformità.  

Gli allegati cui si rimanda al regolamento, risultano essere fortemente di supporto per la comprensione dei criteri citati all’art 3. Si anticipa infatti come gli scopi specifici debbano riguardare l’utilizzo del conglomerato bituminoso: 

- per  le  miscele  bituminose  prodotte  con   un   sistema   di
miscelazione a caldo nel rispetto della norma UNI EN 13108 (serie  da
1-7); 
- per  le  miscele  bituminose  prodotte  con   un   sistema   di
miscelazione a freddo; 
- per la produzione di  aggregati  per  materiali  non  legati  e
legati con leganti  idraulici  per  l'impiego  nella  costruzione  di
strade, in conformita'  alla  norma  armonizzata  UNI  EN  13242,  ad
esclusione dei recuperi ambientali. 

Ciò descritto viene incontro al nostro Riciclatore di Asfalto KM T-2, il quale provvede alla rigenerazione del fresato d’asfalto mediante miscelazione a caldo dello stesso nel rispetto delle norme.
Rimandiamo all’attenzione di questo articolo “Rigenerare e Riutilizzare l’asfalto fresato? Adesso si può”  mai più veritiero come oggi.

Rigenerare e riutilizzare il fresato d’asfalto?! Adesso si Può!!

Dott. Francesco Saggio Tambone
E-Mail: marketing@tsasfalti.it / info@tsasfalti.it
Tel: 095/2880885
Cell: 346/6617845

Dimostrazioni

La Sicilia – TS Asfalti in prima pagina nella sezione Ambiente

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TS Asfalti S.r.l. presente nella sezione Economia e Ambiente de “La Sicilia”.

Siamo orgogliosi dell’opportunità che ci è stata offerta per informare i lettori siciliani e non solo 😉
L’informazione è la via più veloce per la conoscenza, la conoscenza riduce la possibilità di sbagliare. Siamo stanchi degli errori perpetrati fino ad oggi!
Sostieni il cambiamento, Sostieni TS Asfalti S.r.l.

Tappabuche

Info macchinari

Tappabuche ad alta resa per manutenzione stradale

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Buche stradali

Tappabuche ad infrarossi – Tecnologia d’avanguardia firmata KM International – TS ASFALTI.

L’asfalto è un materiale fortemente soggetto ad usura, abrasioni e agenti atmosferici. La sua cura e manutenzione è, tuttavia, fortemente necessaria per evitare l’aggravarsi dell’area soggetta a dissesto, la quale potrebbe incidere sull’incolumità degli automobilisti, motociclisti e pedoni. E’ responsabilità delle pubbliche amministrazioni assicurare la regolarità degli interventi per la riparazione del manto stradale. Ma è responsabilità nostra porre in evidenza l’esistenza di una macchina tappabuche, che sfrutta la tecnologia ad infrarossi, per la riparazione delle buche stradali, chiusini e tombini in maniera efficace – circa 7-10 minuti ad intervento -, in maniera efficiente – rigenerazione e riutilizzo dell’asfalto già presente – e in maniera permanente metodo caldo-caldo permette di cementificare bordi esterni ed asfalto rigenerato-.

Il metodo tradizionale per la riparazione dell’asfalto prevede l’utilizzo di una fresa per rimuovere il vecchio manto stradale, comportando un maggior impiego ditempo, più attrezzatura e più manodopera per completare una riparazione basica, lasciando la zona di intervento con una “fredda” linea di stacco attorno al perimetro della riparazione. Questa linea di stacco è un punto sensibile e molto predisposto ai danni causati da infiltrazioni d’acqua e al “congelo/disgelo”. 

tappabucheIl metodo proposto dalla TS Asfalti prevede l’impiego di una macchina tappabuche riciclatore di asfalto ad infrarossi (2-18, Lb 2-16 ecc..) il quale riscalda l’asfalto esistente sopra e attorno l’area di riparazione ad oltre 150°C agendo esclusivamente sulla miscela di bitume (la stessa temperature dell’asfalto appena prodotto): a quest’alta temperatura l’asfalto ammorbidito può essere rilavorato semplicementriciclaggio asfalto - asfalto rinnovatoe con un rastrello, lasciando una “cornice” esterna di qualche centimetro per creare una sigillatura caldo/caldo. Sarà utile mischiare un agente ringiovanente( emulsione) per ripristinare i leganti del vecchio asfalto e alla occorrenza potrà essere aggiunto asfalto nuovo o riciclato per aree fortemente dissestate. L’asfalto nuovo verrà mantenuto a temperatura lavorabile all’interno del termo-rigeneratore di asfalto HotBox. Ciò permette un risparmio di costo non indifferente determinato dalla riduzione della quantità di materia prima necessaria, grazie alla sua rigenerazione e riutilizzazione mediante riscaldatore ad infrarossi, e il risparmio sugli oneri di conferimento in discarica, non più necessari essendo prevista la rigenerazione dell’asfalto esistente tramite metodo Caldo-Caldo. 

E’ consigliata la visione di alcuni contenuti multimediali presso : YouTube

Per maggiori informazioni non abbiate esitazione a contattarci.

Dott. Francesco Saggio Tambone
Tel: 095/2880885
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