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Contenitore e rigeneratore di asfalto HotBox

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contenitore asfalto

Conservare e mantenere l’asfalto a temperatura lavorabile non sarà più un problema con il Contenitore e Rigeneratore di Asfalto HOTBOX.

Più volte sarà capitato alle imprese stradali di trovarsi con dell’asfalto nuovo ormai freddo (e quindi non più utilizzabile e lavorabile) a causa delle lunghe tempistiche di lavorazione e/o delle basse temperature. 

Si tratta di materia considerato rifiuto, e quindi soggetto a conferimento in discarica: tutto ciò, però, è solamente uno spreco di denaro, di risorse e una fonte di inquinamento.

Il rigeneratore d’asfalto Hot Box rappresenta la soluzione al presente problema: difatti questo innovativo macchinario è in grado di mantenere l’asfalto a temperatura lavorabile fino a tre giorni – conservando l’asfalto alla stessa temperatura di produzione in impianto – e rigenera, in pochissimo tempo e in maniera totalmente  autosufficiente, l’asfalto nuovo raffreddatosi a causa delle basse temperature.

termo contenitore asfalto

Rispetto ai modelli già in commercio, di grandi dimensioni e che mantengono il calore all’interno del box grazie ad un meccanismo oleodinamico, i rigeneratori Hot Box TS Asfalti sono più compatti e sfruttano dei principi termodinamici e aerostatici per mantenere l’asfalto a temperatura, il che si traduce in un significativo risparmio in termini di consumi. Quando il termostato presente all’interno del box interno rileva un abbassamento di temperatura superiore a 5/6 gradi, la macchina si accende automaticamente fornendo alimentazione al sistema, che riporta l’asfalto a 175° (o alla temperatura impostata in precedenza). Grazie alla perfetta coibentazione della camera dell’asfalto e alla funzione del termostato, i consumi della macchina si aggirano intorno ai 500ml di carburante (gas propano o diesel) per ogni ora di accensione della macchina: se l’asfalto si manterrà caldo grazie alla sola coibentazione e circolazione di aria calda nella camera interna, l’Hot Box non consumerà carburante.

Ma le innovazioni non finiscono qui! Per avere asfalto caldo senza essere necessariamente vincolati ad un impianto, basterà acquistare del conglomerato bituminoso appena prodotto, modellarlo in “panetti”, lasciarlo raffreddare e conservarlo in magazzino. Quando vi sarà bisogno di avere asfalto caldo per delle lavorazioni, anche piccole, magari d’inverno ad impianti chiusi, basterà inserire l’asfalto freddo conservato in precedenza nell’Hot Box, e questo riporterà il conglomerato bituminoso alla consistenza e temperatura originale in meno di 8 ore!

Ecco quindi i principali vantaggi del Rigeneratore Hot Box:

· Mantenere l’asfalto a temperatura lavorabile fino a 3 giorni consecutivi;
· Recuperare Asfalto vergine ormai freddo;
· Avere la possibilità di effettuare riparazioni anche quando gli impianti sono chiusi;
· Risparmio immediato;
· Non si dovrà più gettare asfalto vergine freddo: basterà rigenerarlo!

Per maggiori informazioni non abbiate esitazione a contattarci.

Dott. Francesco Saggio Tambone
Tel: 095/2880885 – 02/87323348
e-Mail: info@tsasfalti.it

 

Dimostrazioni

Tappabuche ad infrarossi – Rigenera, Riutilizza e Ripara

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Buche stradali

Tappabuche asfalto d’avanguardia.

Breve dimostrazione circa il funzionamento dei nostri Riscaldatori d’asfalto ad infrarossi. Il meccanismo è semplice: Rigenera, Riutilizza e Ripara! 

La fresatura a freddo è un meccanismo assai dispendioso per gli interventi di manutenzione stradale. La fresatura a caldo tramite infrarossi è, invece, la soluzione ideale per interventi rapidi, a costo limitato e soprattutto permanenti nel tempo!

Per maggiori informazioni non abbiate esitazione a contattarci:
 info@tsasfalti.it – 095/2880885 – 02/87323348 

Info macchinari

Gazzetta Ufficiale – Nuove disposizioni per riutilizzo del fresato d’asfalto

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Riciclaggio asfalto

Nella giornata del 18 Giugno 2018, come si evince sulla Gazzetta Ufficiale n. 139 della medesima giornata, la legislatura si espone con maggiore attenzione sul problema del riciclaggio e riutilizzo del conglomerato bituminoso derivato dalla fresatura a freddo degli strati di pavimentazione stradale. Più nello specifico si evidenziano nuove regole che stabiliscono, in riferimento all’art 184 ter-ter, comma 2 del decreto legislativo del 3 Aprile 2006, n. 152, quando il fresato d’asfalto possa considerarsi riutilizzabile.

Il “Regolamento recante disciplina della cessazione della qualifica di rifiuto di conglomerato bituminoso..” come esposto sulla Gazzetta ufficiale, si propone di dar fine al lungo dibattito circa la classificazione del fresato d’asfalto in qualità di sottoprodotto o residuo di produzione e se questo possa essere reintrodotto all’interno del ciclo produttivo, con le dovute precauzioni e analisi.

L’Art 1.1 del decreto, disponibile per una lettura più approfondita sulla Gazzetta ufficiale, recita quanto segue :

"1. Il  presente  regolamento  stabilisce  i  criteri  specifici  in
presenza  dei  quali  il  conglomerato  bituminoso  cessa  di  essere
qualificato come rifiuto ai sensi e  per  gli  effetti  dell'articolo
184-ter del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152."

Per la prima volta è, dunque, possibile prendere nota circa la posizione assunta dalla legislatura in materia, essendo riconosciuta la valenza economica-commerciale, nel rispetto dei requisiti tecnici, del conglomerato bituminoso:

"Considerato che in Italia esiste un mercato  per  il  granulato  di
conglomerato bituminoso in ragione del fatto che  lo  stesso  risulta
comunemente  oggetto  di  transazioni  commerciali  e   possiede   un
effettivo valore economico di scambio, che sussistono scopi specifici
per i quali la sostanza e' utilizzabile, nel rispetto  dei  requisiti
tecnici di cui al presente regolamento, che la medesima  rispetta  la
normativa e gli standard esistenti applicabili ai prodotti e  che  il
suo utilizzo non porta a impatti complessivi negativi sull'ambiente o
sulla salute umana;"

Tale decreto disciplina le regole che devono applicarsi al conglomerato bituminoso identificato con il codice EER 17.03.02, la cui provenienza può variare da fresatura a freddo, demolizione della pavimentazione oppure da granulato di conglomerato bituminoso, il quale cessa di esistere in qualità di rifiuto una volta recuperato. 

L’art 3 del presente decreto precisa come la cessazione della qualifica di rifiuto del conglomerato bituminoso, si raggiunga nel caso in qui quest’ultimo rispettasse i seguenti criteri:

    a) e' utilizzabile per gli scopi specifici di cui alla  parte  a)
dell'Allegato 1; 
    b) risponde agli standard previsti dalle  norme  UNI  EN  13108-8
(serie da 1-7) o UNI EN  13242  in  funzione  dello  scopo  specifico
previsto; 
    c)  risulta  conforme  alle  specifiche  di  cui  alla  parte  b)
dell'Allegato 1.

Il Rispetto dei sopracitati criteri deve essere attestato dal produttore tramite dichiarazione di conformità, redatta al termine del processo produttivo di ciascun lotto secondo il modulo presente nell’Allegato 2, e inviato all’autorità competente e all’agenzia di protezione ambientale territorialmente competente. Tale dichiarazione deve essere conservata dal produttore presso l’impianto di produzione, o presso la propria sede legale, e deve essere messa a disposizione delle autorità di controllo. E’ altresì  disposto che il produttore debba conservare per cinque anni presso l’impianto di produzione, o presso la propria sede legale, un campione di granulato di conglomerato bituminoso prelevato, al termine del processo produttivo di ciascun lotto, in conformità alla norma UNI 10802:2013 ai fini della verifica di sussistenza dei requisiti di cui all’art 3. Si precisa inoltre le modalità di conservazione del campione stesso, che devono essere tali da garantire la non alterazione delle caratteristiche chimico-fisiche del granulato di conglomerato bituminoso prelevato per consentire l’effettuazione di ripetute analisi.

Per garantire l’adeguamento ai criteri suesposti, il produttore deve presentare all’autorità competente, entro 120gg dall’entrata in vigore del presente regolamento (entrato in vigore il 28 marzo 2018 – termine di decorrenza 3 luglio 2018), un aggiornamento della comunicazione effettuata ai sensi dell’articolo 216 o un’istanza di aggiornamento dell’autorizzazione ai sensi del d.lgs. n. 152/2006. Nelle more dell’adeguamento, si precisa, il granulato di conglomerato bituminoso prodotto può essere utilizzato se presenta caratteristiche che soddisfano i criteri citati all’art 3, del presente regolamento, e che quest’ultime vengano attestate mediante dichiarazione di conformità.  

Gli allegati cui si rimanda al regolamento, risultano essere fortemente di supporto per la comprensione dei criteri citati all’art 3. Si anticipa infatti come gli scopi specifici debbano riguardare l’utilizzo del conglomerato bituminoso: 

- per  le  miscele  bituminose  prodotte  con   un   sistema   di
miscelazione a caldo nel rispetto della norma UNI EN 13108 (serie  da
1-7); 
- per  le  miscele  bituminose  prodotte  con   un   sistema   di
miscelazione a freddo; 
- per la produzione di  aggregati  per  materiali  non  legati  e
legati con leganti  idraulici  per  l'impiego  nella  costruzione  di
strade, in conformita'  alla  norma  armonizzata  UNI  EN  13242,  ad
esclusione dei recuperi ambientali. 

Ciò descritto viene incontro al nostro Riciclatore di Asfalto KM T-2, il quale provvede alla rigenerazione del fresato d’asfalto mediante miscelazione a caldo dello stesso nel rispetto delle norme.
Rimandiamo all’attenzione di questo articolo “Rigenerare e Riutilizzare l’asfalto fresato? Adesso si può”  mai più veritiero come oggi.

Rigenerare e riutilizzare il fresato d’asfalto?! Adesso si Può!!

Dott. Francesco Saggio Tambone
E-Mail: marketing@tsasfalti.it / info@tsasfalti.it
Tel: 095/2880885
Cell: 346/6617845